Volontariato sui sentieri per i richiedenti asilo - Consulta Escursionismo Bologna

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Progetti
I RICHIEDENTI ASILO
AL LAVORO VOLONTARIO SUI SENTIERI DELLA COLLINA BOLOGNESE

Tre giorni ogni settimana: questo è il ritmo di interventi che si sono date le associazioni no profit riunite nella Consulta Escursionismo Bologna, per far fronte alle costanti necessità di manutenzione della rete sentieristica della Città Metropolitana. L’attività di ripristino della percorribilità dei sentieri svolta dalle associazioni escursionistiche aderenti alla Consulta continua a un ritmo intenso da molti anni. È grazie a questa attività che è stato possibile aprire un certo numero di percorsi anche dal centro di Bologna alla nostra collina.

Da qualche settimana, questa attività può giovarsi anche della partecipazione di alcuni richiedenti asilo, residenti in strutture di accoglienza di Rioveggio, gestite per conto della Prefettura di Bologna da Lai-momo soc. coop. soc. per ospitarli. Grazie al supporto di Lai-Momo e del Comune di Monzuno che hanno provveduto alle attrezzature, nonché degli operatori Auser per il trasporto, i richiedenti asilo possono prestare la propria attività volontaria alle associazioni della Consulta e alle sezioni territoriali del CAI.
Il lavoro volontario attualmente in corso con la partecipazione dei richiedenti asilo di origine pakistana e subsahariana, ospitati a Rioveggio, riguarda alcuni sentieri della rete escursionistica nel territorio del Comune di Monzuno e dintorni (sentieri CAI BO 049-053-910-913).

In particolare il sentiero 913 scende da Brento ai piedi della spettacolare parete rocciosa del Castellazzo e lambisce i ruderi della millenaria Pieve di S. Ansano, purtroppo distrutta dall’ultima guerra e dall'incuria. I ruderi di S. Ansano, che nel tempo erano stati avvolti e ricoperti da edera e rovi sino ad essere resi invisibili, sono stati ora ripuliti assieme all’attiguo sentiero, appunto grazie all’opera dei volontari, ivi inclusi i richiedenti asilo che non hanno esitato a collaborare per riportare alla luce anche questi resti di un luogo di culto cristiano (vedansi foto).

Un bel risultato dunque, a maggior ragione, in direzione dell’integrazione delle culture e dei popoli, che si è potuto conseguire grazie all’attività di volontariato a tutela del patrimonio escursionistico e storico artistico del territorio.

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